Il bello degli incontri interessanti è che accadono per sbaglio.

Quando, per esempio, invece di presentare la propria relazione al Festival della Maternità di Padova con tecnologiche slides in un modernissimo auditorium tutto legno, velluto e impianti perfetti, ci si ritrova a traslocare nel palazzo di fronte. Che nella fattispecie è la Casa di Cristallo a Padova.Un salotto anni 30 tappezzato di librerie in stile, tutte legno e libri, cariche di fotografie, targhe, soprammobili. Quadri alle pareti, una trentina di sedie spaiate, due comodi divani semicircolari azzurri in testa e , di fronte, un tavolo “come una volta”.

Un ambiente in cui si respira la vita vissuta, nemmeno un centimetro di spazio libero, caldo e accogliente.Niente proiettore, microfoni, impianti.Saltato il programma, l’ordine delle relazioni, accorciato pericolosamente il tempo a disposizione, una trentina di persone presenti tra pubblico, relatori e organizzatori.Una meravigliosa alchimia che ci costringe a sintonizzarci sulle sole cose che contano davvero e che abbiamo l’urgenza di condividere.Complici i divani e l’atmosfera informale, saltano i ruoli e tutti trovano lo spazio per raccontare, spiegare, partecipare.

Di cosa parliamo?

Della vita che viene al mondo.Dei bambini che nei loro primi mille giorni sono capaci di percepire e di adattarsi all’ambiente in cui sono immersi, dal liquido amniotico alle braccia che li cullano.Al punto che da questa interazione si sviluppa un’impronta che resta indelebile sull’organismo e ne condiziona il funzionamento anche quando sarà adulto.Ne è un esempio illuminante il legame di attaccamento, la relazione privilegiata che il bambino stabilisce con la figura adulta che si prende cura di lui (generalmente la madre). Questo legame che si crea fin dai primi mesi di vita, costituisce la base del senso di fiducia e sicurezza che accompagnerà il bambino anche da adulto, favorendo la costruzione di relazioni sane.

E’ necessario che le donne diventino sempre più consapevoli di quanto contino questi mille giorni per poter cambiare lo sguardo della società sulla maternità e sull’infanzia che, ad oggi, sono percepite come un lusso, solo un costo per lo Stato.Eppure, investire in un ambiente salubre e sostenibile, sull’educazione, sull’accompagnamento della maternità e sui bisogni dell’infanzia, avrebbe ricadute positive sulla salute a lungo termine degli adulti che diventeranno. E ridurrebbe le spese della sanità, per esempio.

La dottoressa Maria Rita Parsi, fondatrice di Fabbrica della Pace Movimento Bambino Onlus, lo ha sottolineato con un discorso appassionato sui ruoli maschili e femminili, sulla ricchezza della generatività e della capacità creatrice della donna, sulla distruttività della guerra e sulla preziosità di un’infanzia non sempre tutelata e protetta come necessiterebbe. Le donne devono acquisire consapevolezza del loro ruolo e della loro forza, dell’influenza che in quanto madri hanno sul cambiamento di mentalità delle nuove generazioni.

Non è generico femminismo.E’ la consapevolezza che le donne dotate di cultura, competenze, professionalità, umanità hanno il dovere di bilanciare l’atteggiamento del mondo prevalentemente maschile e orientarlo su ciò che davvero conta per il futuro di tutti: la difesa e la cura della vita.

Natalia Sorrentino

Alessandra Cecconello

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