Le cure che il bambino sperimenta nei primi mesi e anni di vita sono alla base dello sviluppo della relazione di attaccamento e dei sentimenti di fiducia, sicurezza, empatia ed intimità che lo accompagneranno anche nella sua vita di adulto. La costruzione di una relazione di fiducia è descritta perfettamente da A. de Saint Exupéry nel Piccolo principe , nella scena dell’incontro e addomesticamento della volpe.

Volpe: “Se tu vieni , per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Con il passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, inizierò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore … ci vogliono i riti.”

Nel rito sta la creazione di un legame di attaccamento sicuro: la madre affidabile risponde  e assicura la sua presenza.  Il bambino la attende con fiducia.

E ancora la volpe dice: 
“I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.”

La persona importante, con cui si è creato un legame privilegiato, diventa immagine stabile nella mente del bambino. Il legame affettivo viene fatto proprio e diventa un pensiero, uno schema mentale. In questo sta l’ importanza basilare della qualità delle primissime esperienze  relazionali. Esse  modellano l’immagine di sé e determinano la qualità delle relazioni successive.

Il concetto di attaccamento fu introdotto dallo psichiatra e psicoanalista John Bowlby intorno agli anni Quaranta: “Ciò che è emerso come indispensabile per la salute mentale è che il bambino molto piccolo e nel corso dei primi anni possa sperimentare un rapporto caldo, intimo e continuo con sua madre (o con un sostituto stabile di essa, una persona che svolga costantemente funzioni materne), un rapporto nel quale entrambi trovino soddisfazione e piacere. “ (Bowlby, 1953)

Il bambino ricerca la vicinanza con un adulto protettivo attraverso una serie di comportamenti differenziati per età, dal pianto, sorriso, vocalizzazioni dei primi mesi, al seguire, avvicinarsi e attaccarsi fisicamente quando è più grande. Questi comportamenti sono evidenti soprattutto nei momenti di disagio, di sensazione di pericolo, di stress. Se l’adulto risponde positivamente, il bambino sperimenta uno stato di benessere  e rilassamento, che rinforzano il lui l’immagine di un mondo affidabile, che sa soddisfare i suoi bisogni: da qui lo sviluppo della fiducia di base. Quanto più la risposta dell’adulto diventa prevedibile tanto più il bambino acquista sicurezza. L’adulto riesce così a fornire quella che sempre Bowlby ha definito una “base sicura”, quella a cui il bambino può tornare nei momenti di difficoltà, e da cui può ripartire per l’esplorazione dell’ambiente circostante. Affidabilità e disponibilità sono  le caratteristiche di un buon accudimento, che insegna al bambino anche a tollerare i momenti di assenza/mancanza e l’ansia che ne consegue.

Nell’incontro del 24 marzo p.v. la professoressa Anna Oliverio Ferraris ci aiuterà ad approfondire il concetto di attaccamento, la sua importanza nei primi tre anni di vita del bambino, come influirà sulla sua vita e sulle sue relazioni future, come i genitori possono cercare di garantire sicurezza e fiducia ai loro figli.

Questo video tratto dal sito ZERO TO THREE  mostra perfettamente quanto conta la corrispondenza di questo legame per la sicurezza emotiva del bambino.

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