La gravidanza è stato un periodo bellissimo, ma anche difficile e pieno di malessere….

L’allattamento è una delle esperienze più belle e intense che si possano vivere, ma anche faticoso, doloroso e a volte imbarazzante….

Il contatto e la vicinanza costante con il bambino riempiono di gioia infinita, ma assorbono energie, tolgono spazi, intimità e indipendenza…..

Nel secondo laboratorio di parole in libertà con le mamme, abbiamo “messo sul tavolo” un po’ di miti della maternità, abbiamo confrontato esperienze diverse, attese, ansie e paure anche proiettate con apprensione già verso l’adolescenza! E così siamo passate da narrazioni di maternità vissute in piena gioia e serenità, ad altre più faticose, caratterizzate in qualche caso da solitudine e malessere, ma anche da difficoltà a sintonizzarsi con il proprio bambino. È emersa per tutte l’importanza di un contesto familiare, amicale, sociale, di sostegno e condivisione di questa esperienza così totalizzante. Deve essere però un contesto capace di porsi innanzitutto in ascolto e accoglienza, di lasciare che le neomamme seguano il loro istinto, senza caricarsi di un “dover” fare che spesso rischia di farle sentire inadeguate.

Un parto cesareo non ha meno valore di un parto naturale.

La mamma che allatta non è una mamma migliore di quella che non riesce o (perché no?) decide di non farlo.

La mamma che prova insofferenza e rabbia verso un bambino che richiede molto, che le occupa ogni spazio fisico e mentale e non sembra mai appagato, non è una mamma degenere, ma una donna che sta cercando un nuovo equilibrio anche tra le sue emozioni, catapultata in una realtà che le sconvolge la vita.

Le mamme hanno bisogno di lasciar andare tutte queste sensazioni, dalle più gioiose alle più sofferenti, e il gruppo si è dimostrato davvero un ambiente accogliente e supportivo. Tutte le partecipanti hanno raccontato di sé con facilità, quasi si trovassero tra vecchie amiche, e tutte sono intervenute a sostenersi reciprocamente, a riconoscersi brave, a condividere la fatica della vicinanza e allo stesso tempo la paura del distacco futuro.

Tra i tanti stimoli emersi mi piace elencarne tre che possono riassumere i due laboratori realizzati:

  • Essere madri insegna a provare maggiore indulgenza verso se stesse
  • È utile essere sempre pronte a ridefinire aspettative, idee, progetti (avere sempre un piano “B”)
  • È bene curarsi di sé come donna non solo madre, perché genitori felici crescono bambini felici

Confidiamo di riuscire a condividere queste ed altre riflessioni in percorsi di gruppo che stiamo preparando. Continuate a seguirci !

Da parte mia un sentito grazie a tutte le partecipanti!

Natalia Sorrentino, psicologa e psicoterapeuta.

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